La luna piena domina il cielo, grande e bianca, e la sua luce pallida bagna ogni cosa.
Poi, un suono squarcia la quiete: Un corno da caccia risuona nelle vostre menti, antico, irresistibile. I battiti del cuore si accordano al suo richiamo e come tamburi di guerra vibrano all’unisono. Il respiro si fa caldo, il sangue ribolle con furia primordiale. Siete una muta, una schiera di cacciatori affamati, lanciati all’inseguimento di una preda.
Ma non state correndo. No, voi camminate.
Davanti a voi, una figura fugge da sola. È ferita, il passo incerto, le orme macchiate di sangue. Ogni suo passo la conduce più vicina al proprio destino.
La tensione cresce, la fame vi divora dall’interno: il desiderio di colpire, di vedere il sangue scorrere.
Quando finalmente alzate le armi per attaccare, la vostra preda si volta. I suoi occhi incrociano i vostri per un solo istante e quel momento basta a gelarvi il sangue. Il volto che vedete non è più umano: è nascosto dietro un teschio di cervo, ripulito e lucente, le corna si ergono sopra la sua testa come una corona, le orbite vuote ardono di una luce rovente che vi trafigge la mente.
La brama si spezza. Il terrore vi immobilizza.
Poi, la visione si spegne, come una fiamma soffocata. Il silenzio torna pesante, e i vostri passi si arrestano.
Quando riprendete coscienza, siete nella radura. L’aria sa di ferro e terra bagnata.
E le vostre mani... sono sporche di sangue non vostro.
Al Mattino del Nono giorno del mese di Marphenot, presso le bacheche nel villaggio di Thundertree, vengono affissi vari avvisi di sparizioni.
//DM Kirche








