Mirabar aveva appena iniziato a guarire le proprie ferite quando il terrore è tornato a calare dal cielo. A pochi giorni dal devastante assalto che aveva lasciato quartieri in rovina, mura lesionate e fonderie ridotte a carcasse fumanti, numerose sentinelle hanno nuovamente avvistato una sagoma cremisi provenire dalle montagne del Dorso del Mondo. Le campane d'allarme hanno immediatamente iniziato a risuonare e il panico si è diffuso tra una popolazione che non aveva ancora avuto il tempo di riprendersi dal precedente attacco. Klauth è tornato e molti hanno creduto che fosse giunta la fine di Mirabar.
Le notizie raccontano che il Vecchio Ghigno è apparso nei cieli con la stessa rabbia che aveva già devastato Neverwinter e la Città delle Pietre Lucenti. Le sue ali hanno oscurato il sole e il suo ruggito ha attraversato le vallate circostanti come il fragore di una tempesta. Le compagnie dell'Ascia di Mirabar hanno preso posizione lungo le mura danneggiate e i sacerdoti hanno invocato la protezione degli Dei, ma pochi nutrivano reali speranze di sopravvivenza.
Poi, dalle montagne a nord della città è emersa una seconda figura draconica. All'inizio è apparsa come un bagliore argenteo tra le nubi. Poi la luce si è fatta più intensa, riflettendo il sole come un cristallo vivente. Un'immenso drago dalle scaglie scintillanti ha attraversato il cielo con velocità sorprendente, lasciando dietro di sé scie luminose simili a frammenti di ghiaccio sospesi nell'aria.
I più anziani tra nani e umani l'hanno riconosciuta immediatamente: Saryndalaghlothtor, Lady Gemcloak, la Madre dell'Ascia accorsa alla chiamata d’aiuto dei nani. Per generazioni il suo nome era stato pronunciato nelle sale della Casa dell'Ascia e nelle miniere di Mirabar. Molti la ritenevano ormai lontana, altri pensavano addirittura che fosse morta o scomparsa per sempre. Eppure era lì, ed era venuta a difendere i suoi figli.
I due draghi si sono incontrati sopra la città. Le cronache future faticheranno probabilmente a rendere giustizia a ciò che è avvenuto nei cieli di Mirabar. Klauth si è lanciato all'attacco con la violenza di una stella cadente, avvolto da fiamme tanto intense da tingere di rosso le nuvole circostanti. Saryndalaghlothtor gli è andata incontro senza esitazione. Lo scontro tra i due colossi ha prodotto un boato che è stato udito per miglia e miglia in ogni direzione. Artigli grandi come spade si sono abbattuti contro scaglie dure come diamante. Fiamme cremisi hanno investito il cielo. Venti gelidi e raffiche cristalline hanno risposto al soffio infernale del drago rosso. Più volte i due titani si sono intrecciati in volo, precipitando verso le montagne prima di risalire tra le nubi. Interi banchi di nuvole sono stati squarciati dalla violenza del combattimento. Dalle strade di Mirabar i cittadini hanno assistito a una battaglia degna delle antiche leggende naniche, incapaci di distogliere lo sguardo. Per lunghi minuti il combattimento è proseguito sopra le montagne. Il drago di cristallo ha infine avuto la meglio e i presenti hanno visto Klauth arretrare. Il Vecchio Ghigno portava evidenti ferite. Diverse scaglie cremisi erano state strappate dal suo corpo e il sangue draconico cadeva sulle rocce sottostanti come pioggia di rubini incandescenti. I suoi ruggiti non esprimevano più soltanto rabbia, ma anche frustrazione. Quando Saryndalaghlothtor si è lanciata ancora una volta contro di lui, il drago rosso ha infine scelto di ritirarsi.
Con un ultimo ruggito che ha riecheggiato tra le montagne del Nord, Klauth ha battuto le ali e si è allontanato verso l'orizzonte, scomparendo tra le nubi scarlatte da cui era venuto.
Dalle piazze e dalle miniere si è levato un grido di gioia, di sollievo e di vittoria e anche se le fucine oggi tacciono ancora e le ferite della città sono tutt'altro che guarite, per la prima volta dall'inizio degli attacchi di Klauth, tra le strade annerite e le mura spezzate si respira qualcosa che sembrava perduto: speranza.